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Puoi fare pressione su RE/MAX

Puoi fare pressione su RE/MAX

Il loro marchio si regge sulla fiducia del pubblico. Fagli sapere che la stanno perdendo.

Perché è importante

RE/MAX, attraverso la sua affiliata israeliana, è coinvolta nella vendita di case costruite su terra palestinese rubata, comprese aree come Ma’ale Adumim e Gerusalemme Est, in violazione del diritto internazionale.

Di fronte a un genocidio in corso, un brand globale con oltre 100.000 agenti nel mondo e questa storia di coinvolgimento ha la responsabilità di prendere posizione. Per questo chiediamo a RE/MAX di interrompere ogni legame con l’affiliata israeliana, cessare ogni attività nelle colonie illegali, condannare pubblicamente il genocidio in corso a Gaza e impegnarsi nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti del popolo palestinese.

Cosa puoi fare

  • Scrivi a RE/MAX (sede centrale e filiali) via social media o email: “Finché traete profitto dall’occupazione e restate in silenzio sul genocidio a Gaza, non sosterrò il vostro marchio.”
  • Pubblica post su Instagram, Twitter, LinkedIn o Facebook — tagga @remax e le filiali locali.
  • Lascia recensioni sincere su piattaforme come Google o Trustpilot, spiegando perché hai perso fiducia nel brand.
  • Rispondi agli annunci immobiliari e chiedi direttamente agli agenti perché RE/MAX è complice del furto di terra.
  • Condividi le tue preoccupazioni con familiari, amici, colleghi. Trasforma questa questione in un problema di reputazione che non possono ignorare.
  • Se stai comprando o vendendo casa, faglielo sapere: hanno perso un cliente.

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"Una Terra In Comune" nasce da legami diretti, fatti di messaggi, foto e storie condivise tra famiglie italiane e palestinesi. Oggi sostiene 15 nuclei familiari a Gaza, offrendo un aiuto concreto e continuativo in un contesto umanitario drammatico.

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